La vittoria mutilata

Di Dino Malecogita

Fa notizia all’inizio del 1996 perchè unica la “dissidenza interna” della FIMMG di Chieti (Sindacato dei MEDICI DI FAMIGLIA), che getta la maschera sul successo economico contrattuale ottenuto, dalla alta dirigenza sindacale “ …non può essere motivo di vanto se i risultati sono questi, né può Antonio Panti, nostro Presidente nazionale…” e dall’altro proietta il Medico di famiglia “alla ricerca di nuovi settori di impegno professionale per garantirsi una certezza economica che, evidentemente, non trovano più garantita dalla convenzione con il S.S.N.”

Inizia così la lettera aperta della FIMMG di Chieti: “E’ vero che la 502 conteneva norme che avrebbero portato il Medico Generale fuori dal Servizio Sanitario Nazionale, ricreando una situazione di libero mercato “.

E’ noto che oggi in Italia il 90% dei medici ha almeno un rapporto di lavoro con il S.S.N., ma rimane avvolto nel mistero il perché ancora si studi per diventare Medico, per poi poter iniziare la libera professione, come avviene in tutte la Nazioni civili del pianeta e poi appena si cerchi un’occupazione non si vede l’ora di gettare la spugna e tanto per citare l’espressione della FIMMG di Chieti, sia assalito il Medico dalla voglia di pascoli protetti (S.S.N.) e non di “pascoli verdi”.

I colleghi di Chieti, primi timidi dissidenti del monolitico sindacato medico, incalzano :

“Ma un sindacato dovrebbe avere la onestà intellettuale di informare i propri iscritti che il rinnovo contrattuale viene fatto per “garantire una continuità di lavoro” e che questa necessità ha un prezzo duro da pagare…”.

Questo accade quando sono i Governi in Italia a dover decidere senza l’autorevolezza vincolante delle FNOM quali e quante sono le aree da destinare a pascolo protetto per i Medici di famiglia.

Inutile cari Colleghi poi lamentarsi “… di leggi finanziarie che potrebbero sconvolgere anche la convenzione appena pubblicata”, se non abbiamo nessun peso contrattuale, perché disistimati.

E’ l’impostazione di fondo che continua ad essere sbagliata.

Un professionista iscritto ad un albo professionale, può anche scegliere di lavorare per un solo cliente.

Gli ingegneri per lo più sono dipendenti, quasi tutti hanno aperta una posizione INPS.

All’opposto vale per altre professioni. Prendiamo come esempio paradigmatico due fratelli commercialisti di pari capacità, il primo ad es. lavora a Roma come libero professionista, il secondo a Napoli dove dirige un settore di una grande banca.

Il primo deve procacciarsi la clientela e la notorietà arriverà solo dopo molto tempo, il secondo lavora solo all’interno della propria dalla banca .

L’avviamento professionale è stato molto più duro per il primo commercialista, che per il secondo che aveva già pratiche della banca a cui dedicarsi; il commercialista romano ha un impegno orario maggiore e meno programmabile, il secondo fratello orari di lavoro più certi.

Nell’evenienza di una lunga malattia che può tenere lontani i due fratelli dal posto di lavoro, il secondo è più garantito e al suo ritorno non avrà perso neanche un cliente ; il primo commercialista avrà avuto un danno di sicuro maggiore.

 

L’esempio dei due fratelli trasposto per il medico di famiglia, vuol significare che dal maggio del 1979 con l’istituzione della guardia medica il Medico sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte è morto.

La nuova figura professionale che oggi viene definita medico di base, è un aborto dal punto di vista professionale, che rimane a metà strada tra il vecchio medico di famiglia e il medico fiscale INAM.

Muore il libero professionista e nasce il brutto anatroccolo che ha tutte le caratteristiche di un impiegato.

Trova subito la settimana corta per il sabato e i prefestivi, tiene aperto l’ambulatorio il minimo indispensabile, cerca inutilmente senza riuscirvi di mantenere il vecchio stato sociale, “alla ricerca di nuovi settori di impegno professionale per garantirsi una certezza economica che, evidentemente, non trovano più garantita dalla convenzione con il S.S.N.” ormai ereditati ai nostri giorni.

Intanto i sindacati filo-statalisti , parlano a casaccio di parasubordinazione, quando si tratta a tutti gli effetti di legge e fiscali di lavoro autonomo e cercano di reintrodurre con il Governo, nei contratti di lavoro per il medico di base, la guardia medica, senza volergli riconoscere il vero status di libero professionista nella disponibilità di mezzi. Le nozze con i fichi secchi.

Le conclusioni della FIMMG di Chieti: “Il Medico di famiglia al centro del Servizio Sanitario Nazionale e al fianco del cittadino : parole belle, ma non vere, se non cominciamo noi stessi per primi a crederci e ad operare una rivoluzione profonda del nostro ruolo nella società, facendo, se necessario, battaglie anche dure per conquistare quel ruolo che ci compete e che altri stanno occupando da tempo”.

Bene avrebbe fatto il Segretario Nazionale della FIMMG a tacere anziché tirare le orecchie sulla stampa medica, ai Colleghi di Chieti, bollando di eresia questa timida ripresa d’orgoglio del medico, che finalmente nasce dal campo che ha contribuito maggiormente a questo stato di cose, per la categoria e per il cittadino .

 

Proprietà letteraria riservata vietata la pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’editore.

 

Cookies: per capire ed accettare la nostra politica sulla privacy:

Non conserviamo dati dei nostri utenti, se non per ragioni strettamente funzionali al funzionamento del sito.

Questo avviso comparirà solamente una volta, assumendo che leggendo la pagina della privacy le condizioni ne vengano accettate.

Clicca sul link qui sotto.