L’ARCILESBICA E IL KIT DELL’AMORE

Di Dino Malecogita

ROMA – Contro il testo unificato in corso di esame in Parlamento sulla procreazione medicalmente assistita, l’associazione desidera, in alcune citta’, distribuire come protesta la scatola del ‘kit fai da te’ per l’inseminazione artificiale. A spiegarlo e’ stata la presidente dell’Arcilesbica, Titti De Simone, che ha specificato che sono gia’ nati in Italia i primi bambini, del ‘kit fai da te’, di cui ovviamente viene rigorosamente difeso l’anonimato. ”Poiche’ alle lesbiche non e’ infatti possibile accedere alle banche del seme – ha spiegato De Simone – non resta che trovare personalmente i donatori”.

La proposta di legge in materia di procreazione medicalmente assistita all’art. 5 prevede (Requisiti soggettivi) 1. Fermo restando quanto stabilito dall’art. 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di adulti maggiorenni, coniugate o stabilmente legate da convivenza, in età potenzialmente fertile e comunque non superiore a 52 anni.

Normalmente l’inseminazione avviene con un rapporto sessuale ma alcune coppie, ha spiegato De Simone, hanno utilizzato con successo il kit. I figli sono nati dal ‘kit fai da te’ all’interno di coppie lesbiche, ma anche eterosessuali. I donatori di seme sono stati spesso amici delle coppie, per di piu’ omosessuali. ”Una coppia di Bologna – ha proseguito De Simone – ha infatti scelto di lasciare l’Italia per affrontare con piu’ serenita’ la nascita del figlio e crescerlo meglio”.

Secondo l’Arcilesbica, le coppie omosessuali che decidono di avere un figlio hanno difficolta’, soprattutto nell’accettazione sociale.

La difficoltà nell’accedere alle banche del seme, ha spinto l’associazione a mettere in cantiere un opuscolo riguardo le precauzioni maggiori da tenere circa la conservazione dello sperma, con le indicazioni sui tempi da rispettare, dal momento della donazione.

L’operazione di autoinseminazione non prevede particolari difficolta’ rispetto a quello della inseminazione, ma occorre evitare che il seme si rovini.

In Inghilterra è stato pubblicato dell’inglese Lisa Saffron, un opuscolo (”Getting Pregnant Our Own Way”) su come fare un figlio da sole.

Fece scalpore nel dicembre del 1995 il caso di una donna inglese di 23 anni che dopo essersi ”autoinseminata” diede alla luce una bambina.

Di un secondo caso si parlo nel 1997. Una lesbica che vive con la compagna, iniettandosi nell’utero, con una normale siringa, lo sperma di donatore reclutato attraverso un inserzione per cinque sterline, 13 mila lire circa riusci’ ad avere una bambina.

 

Fino ad ora erano noti solo casi di bambini nati con lo stesso sistema all’estero, ora sappiamo che ciò è avvenuto anche in Italia.

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