Ordine dei Medici. Adesso in Cassazione.

Di Dino Malecogita

Venerdì 9 maggio, presso il Ministero della sanità, si è riunita la Commissione Centrale per gli Esercenti le professioni sanitarie per decidere sui ricorsi presentati contro le elezioni di sette Ordini provinciali dei medici, svoltesi nello scorso dicembre.

Gli Ordini inquisiti sono quelli di Chieti, Napoli, Modena, Roma, Forlì, Latina, Venezia.

Furono annullate le elezioni dell’Ordine di Roma nel maggio 1996, a cui era conseguito il commissariamento dell’Ordine con decreto ministeriale, per motivi di carattere formale e sostanziale in quanto risultavano mancanti 28 schede, mentre lo scarto tra l’ultimo degli eletti ed il primo dei non eletti era di 13 voti.

Ora presso l’Ordine di Chieti appare singolare la situazione verificatasi: le schede mancanti sono due, come pure due sono i voti di distanza tra l’ultimo degli eletti ed il primo dei non eletti.

Analoga situazione per l’Ordine di Roma riguarda gli Odontoiatri proclamati eletti

(che pure vanno a costituire il Consiglio direttivo): votanti 946; schede scrutinate 936; non risultano quindi reperite 10 schede, mentre la differenza tra l’ultimo degli eletti ed il primo dei non eletti è di 8 voti.

Il ricorso presentato per l’Ordine di Roma evidenzia ulteriori aspetti ritenuti irregolari nello svolgimento delle operazioni effettuate lo scorso dicembre, ad esempio nella convocazione della Assemblea elettorale erano state fornite indicazioni erronee sulla modalità di voto, con la conseguenza che 332 schede risultavano poi da annullare (332 voti costituenti differenza significativa ai fini della proclamazione degli eletti).

Inoltre la lettura dei verbali ha evidenziato diversi comportamenti seguiti nella composizione dell’Ufficio elettorale, irrituali e contrastanti con le disposizioni di legge, al punto che è stato possibile, ad esempio, contare ben 35 sostituzioni immotivate di componenti l’Ufficio medesimo.

Sarà la Commissione Centrale, presieduta dal Consigliere di Stato Pasquale De Lise, a dover decidere.

Sarebbe quantomeno singolare per Roma che, venissero fatti decadere dall’incarico esclusivamente i rappresentati degli odontoiatri, notoriamente non proprio allineati sulle posizioni degli eletti medici del Consiglio Direttivo e questo “colpo di fortuna” per i medici eletti nel Consiglio direttivo attuale, potrebbe inasprire gli animi.

 

Potrebbe inasprirsi la lotta, se si terrà conto anche degli errori materiali presenti nel verbale di votazione.

Il secondo round si giocherà con grande probabilità in Cassazione, per così dire, in campo neutro.

Proprietà letteraria riservata vietata la pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’editore.

Cookies: per capire ed accettare la nostra politica sulla privacy:

Non conserviamo dati dei nostri utenti, se non per ragioni strettamente funzionali al funzionamento del sito.

Questo avviso comparirà solamente una volta, assumendo che leggendo la pagina della privacy le condizioni ne vengano accettate.

Clicca sul link qui sotto.