Poveri ma fessi.

Di Dino Malecogita

La nuova Convenzione per i medici di famiglia, (sistema di stile sovietico esistente solo da noi in tutta Europa), è stata pubblicata con grande scorno per la categoria.

 

Poveri ma fessi.

I rapporti tra i Medici e gli Enti di Assistenza sono stati sempre contaminati da una burocrazia cieca e irremovibile. I Medici dal 1974 ad oggi hanno perso almeno quattro volte il loro potere d’acquisto e il conseguente potere contrattuale con il legislatore. Troppo in uno Stato di diritto che dovrebbe essere di esempio anche per altri Paesi .

 

 

Gli ultimi mutualisti ancora esistenti, ricordano ancora oggi il noto aforisma : “ Con il guadagno di un anno ti compri l’appartamento, con il guadagno di un mese l’automobile ”, comparandola oggi, ad una vettura di circa 1700 di cilindrata.

E’ anche vero che il Medico di famiglia lavorava quattro volte di più, che non esistevano riposi infrasettimanali o notturni, che era quasi sempre un ottimo internista. Anche nel settore ospedaliero possiamo ricordare l’efficienza assistenziale per la migliore partecipazione professionale medica e infermieristica e comparando la spesa sanitaria di ieri a quella di oggi possiamo affermare di aver notato soltanto una dilatazione senza raggiungere l’obiettivo c.d. migliorativo.

Tutto questo incominciò ad essere smembrato nel 1974 grazie alla infausta legge che risparmiò solo i giornalisti.

Il Medico di fiducia fino ad allora era uno stimato e preparato libero professionista, era solo questa la sua forza e quando si era iscritto all’università sapeva a cosa andava incontro, non un prescrittore e dilapidatore della spesa farmaceutica.

I fattori che hanno costretto il Medico a non essere più quello di prima e a salvaguardare il giusto carisma professionale fu il passaggio da una società più provinciale ad una urbanizzazione selvaggia .

Le imprese private in Italia avevano bisogno di uomini “loro” per guidare una politica consumistica e il Medico “contadino” era il meno adatto, così iniziò una campagna denigratoria inesorabile con personale “loro”, i dipendenti meglio pagati dall’industria, che non capivano per lo più nulla di Sanità Pubblica, ben tutelati da una “loro” cassa operante in deroga alla legge n. 386 del 1974 ai sensi dell’art 46 del ddl n. 3207 del 12 agosto 1974 ; la voce del padrone e la solita cafona scaltrezza.

Nessuna ira conserviamo per questi giullari, ma per quei mediconzoli “leninisti” che invidiosi dei Colleghi più fortunati volevano abbatterli e cavalcando l’onda della demagogia, per contribuire a fare di una libera professione una palestra di travet.

E arriviamo così ai nostri giorni .

Cosa è successo vale appena la pena ricordare.

La legge istitutiva del S.S.N. legge 833/78, figlia del suo tempo, più che salvaguardare la professionalità dei medici convenzionati di famiglia ne è andata burocratizzando la figura in modo esasperato.

Lo Stato ha prima messo a guardia di questi professionisti, medici d’istituto che già ricoprivano incarichi direttivi negli Enti disciolti (incarichi non dirigenziali, n.d.r.), che per loro specifica formazione, avevano poca competenza normativa ed amministrativa.

Successivamente i medici convenzionati, “di famiglia” sono stati inseriti in una burocrazia comunale ,le UUSSLL, che veniva gestita dai politici locali , dai sindacati medici condotti più rappresentativi, loro stessi potentati, quinte colonne affaristiche supine ai desiderata del potente di turno e della Regione. Atrofizzando le qualità professionali tipiche di questa professione libera.

Quindi il Medico di famiglia si è di fatto trovato intrappolato in una burocrazia comunale poco duttile o persino soffocante.

Ed ancora oggi constatiamo che la USL non aiuta a giustamente “ posizionare” il medico con i rispettivi Organi regionali.

 

Tutto questo è stato il risultato dei contratti di categoria che si sono succeduti negli ultimi vent’anni.

La penultima bozza di contratto fu rigettata grazie ad una presa di coscienza di alcuni medici e ci auguriamo degli interventi redazionali da noi curati su alcuni organi d’informazione.

L’autonomia e indipendenza professionale del Medico è stata, volutamente o non, circoscritta dalle scelte discrezionali dei dipendenti della USL che possono condizionare le scelte del cittadino .

Sono fin troppo evidenti le analogie che vedono accomunare questo lesivo progetto, restrittivo soprattutto per la scelta del cittadino ; con una struttura simile nella scuola pubblica, al fine di condizionare il comportamento del medico di famiglia e ridurre via via la specificità del medico generico esperto di medicina interna nel settore, ad uno specialista ambulatoriale anomalo di cui certamente non si sentiva il bisogno, con la giustificazione palesata di contenimento di spesa sanitaria.

Si riportano per completezza alcuni passi significativi della bozza di contratto, per altro offensivi.

“...orario di apertura minimo rapportato al numero di assistiti in carico e concordato con il responsabile del distretto” (se non c’è la dipendenza, non ci sono ordini di servizio, camuffati e non. Ogni libero professionista si organizza il lavoro come meglio crede, altrimenti si crea, almeno per lui, danno è certo n.d.r.)

Sempre sullo stesso tono “…l’Usl dovrebbe aiutare il cittadino che si accinge a scegliere il medico, rendendo disponibili le informazioni su alcune caratteristiche dei medici, sulle specializzazioni e sui servizi da loro offerti“. E perchè non sulla fede politica, così i craxiani andranno con i craxiani e gli sbardelliani con gli sbardelliani?

 

 

Senza controlli aumenta nel Lazio la spesa farmaceutica.

 

 

Una volta fu chiesto a Giolitti : “ Presidente tra un Ministro sciocco e uno disonesto chi preferisce ?” . Giolitti senza esitare : “Quello disonesto” . Il giornalista gli chiese di spiegarsi meglio e Giolitti : “ Quello disonesto ruba solo per sé, quello sciocco fa rubare gli altri, che ci danneggiano tre volte tanto”.

Sembra che il mancato contenimento della spesa Farmaceutica nel Lazio, come anche a livello nazionale, è da imputare a comuni fattori.

Il vuoto di controllo e di intervento e di armonizzazione, che contraddistingue la sanità pubblica, forse a causa di una certa cultura sessantottina, dura a morire, riesce solo a ricorrere all’uso di frasi ad frasi ad effetto, che non sono nemmeno più utili a giustificare l’inutilità burocratica del rapporto fra assistito e sistema.

Il tempo passa, rimangono solo i marchi di fabbrica. Dove sono finiti gli slogans tipo ‘L’ immaginazione al potere?’ e che cos’è l’immaginazione quando non riesce nemmeno a migliorare i rapporti primari dell’assistito.

La perplessità mia e dei miei colleghi come non può palesarsi di fronte al tentativo di legalizzare una forma di ingerenza nella libertà di scelta del medico da parte del cittadino : quando il nominativo del medico viene quasi imposto al cittadino da un impreparato (senza competenza specifica) impiegato USL ? Questo metodo, che da la facoltà alle UUSSLL di “attribuire” il medico al cittadino con delle valutazioni che a noi sfuggono, ma che sicuramente non sono di preparazione e sensibilità sanitaria. Questo metodo ci ricorda di più il vituperato sistema Cencelli. Sicuramente è una limitazione della libertà di scelta del cittadino, libertà garantita dalla Carta costituzionale. Oltre ad avere dei pazienti di cui non conosce la storia e suona offesa alla intelligenza dell’assistito e del curante.

Dovuto a questo caos vediamo che il medico non riesce più a limitare le richieste dell’assistito con un’unica evidente moltiplicazione di ricette ed abnorme consumo di medicinali che solo raramente possono essere considerati di sicuro effetto per le patologie.

Con il risultato che all’esplosione della spesa farmaceutica abbiamo notato una contrazione dell’effetto di guarigione.

La riduzione della specificità ha un risvolto economico: fa comodo al Governo un Medico Internista dequalificato cui dare a seconda dell’estro degli impiegati della Usl, etichette di specialista di serie “B”, per non parlare dei possibili favoritismi.

‘Signora prenda questo scampolo di ortopedico, vedrà che affare! E’ garantito USL.’

Questa furbizia da leguleio si è gia concretizzata nell’ultimo contratto della scuola siglato dalle organizzazioni CGIL-CISL-UIL, dove agli insegnanti è stata tolta la specificità del ruolo, assimilandoli a dei travet.

Questo per i più distratti significa meno soldi ai medici convenzionati che servono per pagare gli aumenti dei nostri fornitori, lo Stato sociale, vari prepensionamenti ecc. e che dopo oltre quattro anni senza contratto vedono decurtato il loro potere di acquisto secondo le rivalutazioni Istat; chi per esempio percepiva il 30/4/91 una retribuzione pari a L.1.000.000 avrebbe dovuto percepire al 30/4/95 L.1.203.908.

Questo aggiornamento fisiologico non è avvenuto neanche con il contratto dello scorso settembre .

Questo era l’Eldorado della dipendenza promessoci dai Sindacati Medici c.d. più rappresentativi, che aveva propugnato il cambiamento da libero professionista a para-subordinato .

Ma i rapporti con le USL sono quotidianamente difficili non solo per i problemi burocratici, ma anche e purtroppo soprattutto nella valutazione d’intervento ottimale nell’intertesse del paziente e non già del settore farmaceutico.

Proprietà letteraria riservata vietata la pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’editore.

22 commenti su “Poveri ma fessi.

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